RECENSIONE | MUSICA DURA... Bosch e il complotto mafioso

Musica dura (Trunk Music) è il quinto romanzo di Michael Connelly con protagonista il detective Harry Bosch, edito nel 1997.
Il filo conduttore è sempre lo stesso, continuano le indagini del detective più amato e disprezzato di Los Angeles (sembra uno spot pubblicitario) che questa volta lo porteranno fino a Las Vegas.
Anche il genere ormai ho imparato a conoscerlo, un 'police procedural' atipico in quanto la figura di Bosch è assolutamente predominante e non viene messo in particolare risalto l'eventuale contributo alle indagini di altri poliziotti.
Col termine 'musica dura' l'autore allude all'omicidio mafioso usando la traduzione della locuzione 'trunk music' usata in U.S.A. per questo genere di delitti.

Harry Bosch, il suo nome completo è Hieronymus Bosch, che gli è stato dato dalla madre (protagonista indiretta del libro) in onore dell'omonimo pittore del XV secolo.
Nato nel 1950, sua madre era una prostituta ad Hollywood, che venne uccisa nel 1961 quando Bosch aveva 11 anni.
Il padre, che incontrò più tardi nella sua vita, invece era un importante avvocato penalista.
Ha passato la sua giovinezza con alcune famiglie adottive occasionali e in vari orfanotrofi e centri giovanili dove apprese dell'omicidio della madre.
Appena maggiorenne scappò via e si arruolò nell'esercito americano, venne mandato in Vietnam dove diventò un topo delle gallerie nella 25ª divisione fanteria, cioè un soldato specializzato il cui lavoro era di avventurarsi nel dedalo di gallerie utilizzate come caserme, ospedali e, in alcuni casi, obitori dai vietnamiti.
Dopo essere tornato dal Vietnam entra a far parte della LAPD e nei libri lo troviamo con il grado di Detective III, una posizione che include i ruoli di investigatore e di supervisore e equivale al ruolo di Sergente.
In tutti i libri, Bosch vive in una casa in pendenza sulla strada Woodrow Wilson sulle colline di Hollywood.
I soldi utilizzati per la costruzione della casa provengono dalla produzione di una miniserie TV in cui un attore (l'immaginario Dan Lacey) interpreta il ruolo di Bosch in un caso al quale il detective ha lavorato in passato e che coinvolge un serial killer; per la realizzazione di questa serie Bosch ha anche fornito la consulenza tecnica come esperto del LAPD.

Tornando all'indagine, il detective, da poco rientrato da un periodo di sospensione, indaga sulla morte di un piccolo produttore di Hollywood di nome Tony Aliso, trovato freddato con due colpi di arma da fuoco nel bagagliaio della sua auto.
Bosch, aiutato dai colleghi Edgar e Rider (new entry del team) indaga sulla moglie, Veronica, e poi sui giri d'affari del cineasta.
Le indagini, come vi avevo accennato, lo conducono a Las Vegas dove scopre che Aliso riciclava soldi per la mafia e dove incontra una sua vecchia fiamma, Eleanor Wish, ex agente F.B.I., da poco uscita di prigione per essere invischiata in una serie di furti.
La presenza di impronte digitali di un sospetto, tale Goshen, e il ritrovamento dell'arma del delitto nell'appartamento di Goshen, fanno ritenere a Bosch di aver concluso le indagini ma si scopre che Goshen, in realtà, è un infiltrato dell'F.B.I. ed il suo vero nome è Lindell.
Il caso si rivolta contro Bosch, sospettato di aver messo illegalmente l'arma nell'appartamento del sospetto per incastrarlo, e viene sospeso dalle indagini ma continua ad investigare ugualmente fino a scoprire la bruciante, e per certi aspetti ridicola, verità.

Dopo quattro libri Connelly decide di 'innovare' la serie, credo sia il momento giusto, non troppo presto per confondere il lettore abituale e 'cronologico' e non troppo tardi per annoiarlo con la solita solfa.
Le novità sono principalmente due, una conseguenza dell'altra.
In primis il cambio ai vertici e con vertici intendo il 'gran capo' di Bosch, un cambio forzato da cause di forza maggiore che non sto a spiegarvi qui ora (consiglio di leggere almeno il precedente libro per scoprirlo); la nuova 'capa' è una donna forte, schietta e diretta, molto simile a Bosch e per questo molto apprezzata dallo stesso detective.
Questo comporta ad un nuova gestione della divisione di Los Angeles, adesso le indagini non saranno più condotte a coppie ma a gruppi di tre, ecco spiegata la presenza di Rider al fianco di Edgar; quest'ultima si rivelerà una ragazza molto interessante non solo sotto l'aspetto lavorativo ma anche sentimentale in quanto avrà rilevanza, anche se in maniera marginale (per ora, chi lo sà), una sua storia con qualcuno di molto vicino all'indagine.

Il punto forte di questo thriller però è sicuramente il grande ritorno di Eleanor Wish, la prima fiamma di Harry, e della quale lui ne è profondamente innamorato.
La si conosce nel primo libro (La memoria del topo) come agente dell'F.B.I, compagna del detective per tutta la storia, o quasi, finchè si scopre essere complice del famoso rapinatore di banche attorno al quale ruota l'intera vicenda.
Ora dopo quattro libri eccola ritornare, nuovamente legata al caso e ancora una volta in pericolo.
Bosch farà di tutto per proteggerla e il finale è veramente inaspettato.

Leggendo e sentendo pareri, a molti questo libro non è piaciuto definendolo noioso, poco stimolante con una storia che regge ben poco, insomma uno dei peggiori libri di Connelly.
Devo dissentire a gran voce e dire che questo, per me ovviamente, è sicuramente il migliore che abbia letto fino ad ora.
Ti prende, ti coinvolge, ti affascina, è vero la guerra tra polizziotti è sempre presente e credo lo sarà per tutti i successivi che devo ancora leggere ma è una costante di ogni romanzo poliziesco piuttosto che una Serie TV. 
Insomma, da quando in qua nelle centrali di polizia americane è tutto rosa e fiori? E' proprio qui il bello anche, senza litigi, complotti e scontri duri tra colleghi cosa leggeremmo? Un romanzo rosa?



Il mio voto: 8/10



Enrico

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