lunedì 9 dicembre 2019

RECENSIONE | IL SUGGERITORE di Donato Carrisi


TITOLO: Il suggeritore

AUTORE: Donato Carrisi

EDITORE: Longanesi



SINOSSI: qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l'abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un'indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l'arrivo di Mila Vasquez, l'investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l'altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo.


RECENSIONE


Ricordo come fosse ieri il grandissimo rumore che questo libro provocò ancor prima della sua uscita nelle librerie. Era il 2009 e un certo Donato Carrisi era pronto ad approdare nel mondo romanzesco con un thriller dalle fortissime tinte noir, degno dei grandi maestri di genere, conosciuti in tutto il pianeta. Il successo è stato enorme, fin dalle prime settimane. Ovunque si parlava solo de Il suggeritore e le vetrine di ogni libreria erano costellate di copie. Un successo annunciato e confermato dalle vendite, indice però mendace per quanto mi riguarda. Con il tempo e la mia modesta esperienza di lettore non giudico mai un libro dal numero di copie vendute e nemmeno dalla fascetta di commento che fino troppo spesso compare a corredo di copertine ormai troppo 'spinte' da grandi case editrici certe, a ragion veduta, che basti questo a far impennare gli acquisti.
Sì, ho aspettato 10 anni perchè ero scettico. Sosterrò sempre la filosofia dell'attesa, quella che ti permette di giudicare in modo più oggettivo sul lungo tempo, e non solo per un libro.

Il suggeritore è un romanzone con molti personaggi, una trama fitta di avvenimenti e vicende che devono essere lette con attenzione. Era e sempre sarà un libro attualissimo. Sei ragazzine rapite e mutilate, alcune uccise, sono l'incipit e il filo narrativo di una storia che non dà tregua e che esplora le zone tenebrose della mente di un serial killer; lui è un'estremo mentre all'altro capo troviamo una task force di specialisti impegnati ad aggredire il problema con ogni mezzo possibile. L'identità dell'omicida sarà un mistero che spetta al lettore risolvere insieme a quel gruppo di poliziotti che imparerà a conoscere attraverso pagine impregnate di rabbia, rancore e sangue.
C'è un aspetto che ho subito apprezzato e che definirei come l'anonimato dell'ambientazione. Carrisi, infatti, ci descrive una città scossa e impaurita da misteriose sparizioni e macabri ritrovamenti senza mai accennarne il nome. Mi piace quando un autore decide di lasciare libertà assoluta al lettore sul come immaginarne ogni quartiere e angolo; un libro scritto su misura per chi lo ha tra le mani. E' stata una figata immaginarmi ogni situazione nel contesto della mia cittadina e ha reso l'esperienza ancor più reale.
Voglio spendere qualche parole anche su alcuni dei protagonisti partendo dal serial killer: una figura di certo squallida ma che affascina; è lui che conduce il gioco e che ne manovra i meccanismi. Ne sarete succubi? Una figura che non si riuscirà mai ad individuare se non alle battute finali e per la quale vi chiederete se esista davvero oppure no. Ci sono poi Goran Gavila e Mila Vasquez che sono i veri leader della task force, nonostante lei sia l'ultima arrivata e subentri solo ad indagine avviata saprà ritagliarsi uno spazio privilegiato. Tenete a mente che la sua grande capacità è quella di ritrovare le persone scomparse. Boris, Stern, Roche, Kreep, Sara Rosa, ecc... si aggiungono come contorno ai due ma non sono da sottovalutare, specialmente l'ultima.
Una critica qui la voglio fare. Si percepisce che sono tutti personaggi con una storia più o meno difficile ma non c'è un vero approfondimento che ci permette di venirne a conoscenza. Avrei voluto che Carrisi esplorasse maggiormente il vissuto degli uomini e delle donne creati dalla sua penna, magari al posto di quei paragrafi somiglianti ad estratti di volumi di criminologia forense che mi hanno poco incuriosito e molto annoiato. Dai, a chiunque non interessa sapere il processo chimico di decomposizione di un cadavere piuttosto che la tecnica utilizzata da un medico legale per raccogliere campioni di DNA organico. L'ho trovato superfluo e pretenzioso. 

Di ragazzini rapiti o maltrattati purtroppo se ne sente parlare quasi tutti i giorni, per questo Il suggeritore sarà sempre un romanzo attuale in qualsiasi epoca lo si legga. Dopo 10 anni non si spegne la denuncia che ne vuole fare, verso una società malata fatta di persone (più uomini che donne) senza scrupoli e che godono nel vedere i propri simili soffrire. E' stato interessante scoprire come vengono catalogati gli assassini seriali e addentrarsi nei loro modi di agire. E' da qui che nasce il titolo del romanzo: il suggeritore è quel serial killer che non agisce mai in prima persona ma, giocando sulla psiche dei suoi 'discepoli' inculca in loro la convinzione che uccidere qualcuno per un certo fine sia giusto. L'esempio forse più conosciuto è stato Charles Manson.
Donato Carrisi dimostra una notevole padronanza del linguaggio, è perfettamente consapevole di dove vuole arrivare e di cosa vuole scrivere. Sa come depistare il suo lettore: alle volte nella giusta direzione e alle volte su un fuori strada tumultuoso e impervio. E' meticoloso e preciso, se ripenso a quei tanto odiati 'passaggi forensi' di prima devo ammettere che sono sintomatici di una profonda conoscenza della materia. Tutti campi in cui sa muoversi con abilità. Si percepisce lo studio che sta dietro. Le descrizioni penso siano il suo punto di forza, di grande impatto visivo ed emotivo.

Donato Carrisi scrive un grande romanzo d'esordio. Un thrillerone di quelli potenti, cosa che fino alla pubblicazione era appannggio dei grandi autori americani. Sicuramente non mi metto a confrontarli, laggiù è dove il genere è nato e ci sarebbe ben poca competizione ma Il suggeritore si distingue e reinventa le regole di un gioco fatto di ombre, multiple personalità e incubi abilmente celati. Ho scoperto un ottimo scrittore e capitano che ha saputo guidarmi lungo la prima tappa di un lungo viaggio alla scoperta del noir.


VOTO: 4/5



Enrico

giovedì 5 dicembre 2019

RECENSIONE | IL CAINITA di Luca Occhi


TITOLO: Il cainita

AUTORE: Luca Occhi

EDITORE: Damster Edizioni



SINOSSI: chi sceglie le proprie vittime solo fra persone perbene? Perché qualcuno dovrebbe voler uccidere la ragazzina più buona d'Italia? È solo l'opera di un sanguinario assassino seriale o dietro c'è qualcosa di più? A rispondere sarà il commissario Rinaldi che, messe da parte le aspirazioni a una carriera tranquilla, dovrà affrontare qualcosa che viene dal passato, un'intricata indagine che si trasformerà in una questione personale giocata sul filo della follia.


RECENSIONE


Ho conosciuto Luca Occhi alla presentazione del suo secondo romanzo in un locale di Torino, poche settimane fa, e da allora li ho letti entrambi in un lampo.
Oggi vi parlo di Il cainita, un libro dalla copertina accattivante e rosso fuoco, con un titolo che mi ha spiazzato. Ho subito aperto l'internet per capire a cosa si riferisse e le ricerche mi hanno portato a scoprire un mondo oscuro, quello dei cainiti: setta gnostica del II secolo che credeva che il Dio del Vecchio Testamento fosse inferiore al Dio Supremo. Credevano che la salvezza passasse anche per il loro antinomismo, il rifiuto del Decalogo di Mosè, pertanto praticavano tutti quegli atti che potessero contravvenire alla Legge.
Dimenticate però questa lezioncina, il libro non è un saggio storico e nemmeno religioso ma un thriller dalle tinte forti. E' proprio questo senso di 'confusione' che mi ha convinto ad iniziare la lettura.
Siamo in Italia, tra l'Emilia e la Romagna, il commissario Marco Rinaldi vuole seguire solo casi semplici, troppo impegnato a fare i conti con se stesso e la sua ex moglie costruendosi una corazza di indifferenza. E' ormai nel pieno del suo delirio quando comincia a seguire il caso del cainita: un assassino seriale che sembra avere una missione per conto di un Dio tutto suo. E' freddo, è calcolatore e vuole a tutti i costi Rinaldi.

E' un thriller frammentato che può apparire confusionario ma solo all'inizio. A fare da contorno alla storia principale, infatti, si susseguono continui flashback che sembrano essere micro racconti 'criminali' figli di quello stesso ideale che anima l'assassino. L'intenzione di Luca Occhi è quello di creare dei precedenti che fungono da retroscena descrittivi della nascita dei cainiti. Un racconto cronologico 'al contrario', dall'epoca moderna con l'attentato di Sarajevo all'epoca in cui tutto sarebbe stato originato. Un orrore che corre sul filo di diversi secoli, scanditi da una litania continua e tramandata: "Signore misericordioso, ti prego, spalanca loro gli occhi e se proprio non puoi chiudiglieli". Un passato antico e un presente distorto. Una lucida follia che dilaga, per esplodere nel peggiore dei modi, per liberarsi dai sensi di colpa.
La stragrande maggioranza delle storie che leggiamo ha sempre una stessa morale: la lotta fra bene e male. Luca Occhi ne Il cainita li pone di fronte ad uno specchio come a dire che spesso ciò che è bene è anche male; il riflesso buio che solo noi conosciamo quando ci guardiamo su quel pezzo di vetro, ogni mattina. Siamo davvero la persona che vogliamo dimostrare agli altri?
Ci impone una ricerca, quella del nostro io perduto e rassegnato alla sconfitta in una continua lotta con la nostra coscienza. Tu lettore come il commissario Rinaldi.
Unico difetto? Per me, la caratterizzazione dei (?) personaggi è croce e delizia di questo libro. E' tutta concentrata sul commissario, lasciando poco spazio a chi gli sta intorno: colleghi, amici, familiari e antagonista. E ti viene spontanea la domanda "Esiste un vero antagonista ne Il cainita?".

Luca Occhi è al suo esordio romanzesco dopo una carriera fatta di racconti scritti per diverse antologie e progetti. Sa approcciarsi al thriller con una scrittura schietta, senza inutili orpeggi e aggiunte atte solo ad 'allungare la minestra'. Narrazione e stile che ho molto apprezzato, soprattutto nel suo secondo romanzo di cui vi parlerò nella prossima recensione.


VOTO: 3/5



Enrico

domenica 1 dicembre 2019

SEGNALAZIONE | SCHELETRI NELL'ARMADIO di Nicola Rocca


SCHELETRI NELL'ARMADIO di Nicola Rocca


Una vita normale. Una fervida passione. Un tradimento inconfessabile. Un successo inaspettato. Una giovane donna assassinata. Una serie di prove schiaccianti. Così, per Roberto Marazzi, si aprono le porte del carcere.



TITOLO: Scheletri nell'armadio



AUTORE: Nicola Rocca



EDITORE: EnneErre



PAGINE: 523 pp.



PREZZO: 2,99 € e-book



USCITA: 30 novembre 2019




SINOSSIRoberto Marazzi, quarant'anni, sposato, un posto fisso e un sogno nel cassetto: sfondare con la sua passione, la scrittura, che finora gli ha procurato qualche riconoscimento, ma non lo ha messo a contatto con il grande pubblico. Inaspettatamente, il nuovo thriller, Scheletri nell'armadio, scala le classifiche della più famosa piattaforma on-line, tenendo testa ai grandi nomi della narrativa internazionale. I colossi dell'editoria fanno la fila per mettere le mani su quello che ha tutte le carte in regola per diventare il best-seller dell'anno.
Dopo un'attenta valutazione, Roberto firma il contratto con il più grande editore italiano. Scheletri nell'armadio continua a scalare le classifiche, mentre l'autore, a poco a poco, si fa strada nell'olimpo degli scrittori affermati.
Proprio mentre Roberto si sta godendo il successo, un errore commesso quando ancora non era "famoso" viene a tormentarlo. Qualcuno lo ricatta: l'adulterio potrebbe costargli caro, se venisse a conoscenza della moglie. Certo, se si trovasse all'interno di uno dei suoi romanzi, Roberto saprebbe come comportarsi: un colpo di pistola in testa. O un coltello dritto nel cuore. E tutto sarebbe risolto.
Purtroppo, questa non è una fiction noir. È la realtà. La situazione precipita quando viene scoperto un cadavere. Non ci sono dubbi: si tratta di omicidio.
Qualche settimana di indagini e la polizia ha il nome dell'assassino: Roberto Marazzi.
Per lo scrittore viene disposto un fermo, in attesa del processo. I giorni in carcere sono lunghi; molti sono i dubbi che attanagliano il presunto assassino. I problemi di memoria, che lo hanno tormentato per anni, tornano alla ribalta, arrivando al punto di fargli dubitare perfino della propria innocenza.
L'unica persona a credere in lui è la moglie Sonia, che farà di tutto per restituirgli la libertà.
Sarà un'ardua impresa, ostacolata da persone ostili, prove inconfutabili, accuse schiaccianti, menzogne, minacce, ma alla fine Roberto Marazzi potrà uscire dal carcere, grazie alla tenacia di Sonia.
La vicenda sembra conclusa nel migliore dei modi, ma in questo romanzo, così come nella vita reale, nulla è mai come sembra. Perché il genere umano è più imprevedibile e crudele di quanto si pensi.


AUTORENicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Carvico. Nel dicembre del 2013 esordisce nel mondo della narrativa con Frammenti di Follia (Editrice GDS), un'antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013). Nell'estate del 2014 pubblica Chi era mio padre (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane. A quel punto decide di provare la strada del self-publishing, pubblicando alcuni brevi racconti esclusivamente in formato digitale (Cold Case; L'unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio; Un impellente bisogno). Soddisfatto, sceglie di continuare sulla strada del self anche per La morte ha l'oro in bocca, il suo secondo romanzo. Due gocce d'acqua è il suo terzo romanzo.



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SCHELETRI NELL'ARMADIO di Nicola Rocca


venerdì 29 novembre 2019

SEGNALAZIONE | IL PRIORATO DELL'ALBERO DELLE ARANCE di Samantha Shannon


IL PRIORATO DELL'ALBERO DELLE ARANCE di Samantha Shannon


Il romanzo fantasy dell'anno.



TITOLO: Il priorato dell'albero delle arance



AUTORE: Samantha Shannon



EDITORE: Mondadori, collana Oscar



PREZZO: 26,00 € cartaceo, 10,99 € e-book



USCITA: 30 novembre 2019




SINOSSI: la casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un'erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c'è però Ead Duryan: non appartiene all'ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l'adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.
Al di là dell'Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.


AUTORESamantha Shannon è nata a Londra nel 1991. Nel 2013 ha pubblicato La sognatrice errante, il primo dei sette volumi della serie La stagione della Falce, a cui sono seguiti The Mime Order nel 2015 e The Song Rising nel 2017, tutti bestseller internazionali, tradotti in ventisei lingue. Imaginarium Studios, inoltre, ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il Priorato dell'Albero delle Arance è il quarto romanzo dell'autrice.



martedì 26 novembre 2019

SEGNALAZIONE | IL KAMIKAZE DI CELLOPHANE di Ferdinando Salamino


IL KAMIKAZE DI CELLOPHANE di Ferdinando Salamino


Un noir psicologico che accompagna il lettore al confine tra bene e male, vendetta e perdono, allucinazione e realtà. Cosa può trasformare un ragazzino mite e amante dei libri in un assassino implacabile?



TITOLO: Il kamikaze di cellophane



AUTORE: Ferdinando Salamino



EDITORE: Golem Edizioni



PREZZO: 18,00 € cartaceo, 5,99 € e-book (GRATIS per Kindle Unlimited)



USCITA: 11 novembre 2019




SINOSSI: un uomo legato a un letto, imbavagliato e ferito, un altro armato di un vecchio rasoio da barbiere, pronto a compiere una vendetta efferata. Cosa può trasformare un ragazzino mite e amante dei libri in uno spietato assassino?
Per scoprirlo, dobbiamo addentrarci nelle spire di una Milano "aliena e ostile" e incontrarvi il protagonista, Michele Sabella. Cresciuto accanto a una madre fragile e a un padre violento, Michele racconta in prima persona l'insorgere della psicosi e il conseguente ricovero nell'istituto psichiatrico che egli chiama Escape Room. Tra quelle mura si innamora di Elena, ventunenne anoressica, "la mia dea di ossa".
Quando, pochi giorni dopo la dimissione dall'istituto, la ragazza tenta il suicidio, Michele capisce che qualcun altro, qualcuno di insospettabile, la sta spingendo verso la morte, e decide di indagare. Guidato dai propri "demoni di cellophane", voci che gli affollano la mente suggerendogli intuizioni illogiche eppure quasi sempre esatte, Michele elude la coltre di silenzi e bugie che circonda la ragazza e giunge alla più disturbante delle verità.



AUTOREFerdinando Salamino è nato nel 1971. La sua vita si divide tra Milano, dove è nato, e il Regno Unito, dove esercita come psicoterapeuta e insegna Psicologia all'Università di Northampton. Il Kamikaze di Cellophane è il suo primo romanzo.



lunedì 25 novembre 2019

RECENSIONE | UNICO INDIZIO LA LUNA PIENA di Stephen King


TITOLO: Unico indizio la luna piena

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Club degli Editori



SINOSSI: a Tarker's Mills infuria una tormenta di neve, ma non è una novità in questo periodo dell'anno. Il segnalatore ferroviario Arnie Westrum è stato costretto a fermarsi e a rifugiarsi nella baracca degli attrezzi. Inganna il tempo giocando con poca convinzione a carte. Il vento infuria prepotente fuori dalla porta e ha il sinistro suono di un ululato. Vento o ululato? Ad Arnie non importa, finché un rumore sordo lo distrae dalle carte e dal maltempo. Il rumore si ripete ancora. Una, due, tre volte. Alla fine la porta cede e tra le schegge di legno appare una figura inquietante e spaventosa: un lupo gigantesco contro il quale Arnie può soltanto vibrare il piccone, prima di essere massacrato e fatto a pezzi. È una notte di luna piena, e la bestia non ha intenzione di fermarsi qui.


RECENSIONE


Quando, ormai rassegnato, pensavo al fatto che questa recensione sarebbe stata pura utopia ecco che il destino mi regala una gioia. Unico indizio la luna piena era l'unico libro di Stephen King che ancora mancava allo scaffale della mia collezione e i più sapranno il perchè. Un volume fuori catalogo da anni e quasi introvabile a prezzi accessibili, se non con una botta di fortuna al mercatino dei libri usati. E' da qui che è arrivata la gioia, quando la speranza di averlo mi aveva abbandonato da anni.
Leggere questo libro è un fatto dovuto per due aspetti collegati: in primis è di King (quindi si legge a prescindere, punto) e secondo perchè è giunto il suo momento nella mia lettura cronologica del RE.
Nasce come calendario, sì avete letto bene. L'idea era quella di creare 12 brevi racconti da 'allegare' alla classica tabella mensile dei giorni, insieme alle illustrazioni di Berni Wrightson. Uno per ogni mese dell'anno. Ciò significava per King racchiudere tutta la sua strabordante scrittura in pochi righe e altrettante battute. Impossibile? Forse. Perchè Stephen King ci ha provato e i risultati non erano nemmeno così malvagi ma giunto ai mesi di luglio/agosto si è accorto che poteva creare qualcosa di assai più redditizio. Ecco allora Unico indizio la luna piena, così come lo conosciamo. Curioso, no? Basta solo questo a metterci addosso la voglia di leggerlo.

Poche pagine intervallate da illustrazioni magistrali sono lo sfondo di una storia ambientata a Tarker's Mills in cui gli abitanti devono fare i conti con una creatura spaventosa che fa la sua comparsa ogni mese (ecco il richiamo al calendario) nelle notti di luna piena. Prevedibile dunque di quale bestia si stia parlando. Stephen King torna così a confrontarsi con creature leggendarie e demoniache dopo l'esordio con Le notti di Salem (lì si parlava di vampiri). Con quel libro, e tanti altri dopo, si guadagnò 'la pagnotta' mentre questo ha una reputazione più bassa: non è uno di quei titoli che assoceresti subito al  RE, anche se sei un fan per non parlare di chi invece lo conosce poco o non lo conosce affatto.
Essendo un'opera 'camaleontica', che trasforma i normali canoni della letteratura di genere e non solo, rende difficile l'approccio del lettore con il suo modus-operandi. Lo ami o lo odi, subito. E se non ti piace forse non lo abbandoni solamente per la sua brevità, ma sicuramente non lo ricorderai a distanza di mesi. In generale è ciò che accade a tutti i lettori di Stephen King.
L'autore decide di utilizzare pochi e brevi dialoghi per lasciare spazio alla narrazione di ambientazioni e dinamiche necessarie a rendere ricca e viva una storia dal sapore di racconto lungo piuttosto che romanzo. Una lettura inevitabilmente veloce con i capitoli che scandiscono precisamente ogni stagione dell'anno, da gennaio a dicembre. Sembra un vero viaggio sensoriale; a tratti pare di sentire lo sbocciare dei fiori in primavera, la calura torrida dell'estate, il vento autunnale che accompagna a terra le foglie e il gelido e pungente freddo dei mesi che chiudono l'annata.
Una piccola cittadina in cui chiunque sa tutto di tutti ma nulla sa dell'identità della bestia, la cui ombra aleggia minacciosa sulle loro squallide e monotone vite. Solo un bambino capirà e solo lui sarà in grado di contrastarla proprio nell'ultimo plenilunio dell'anno.

In Unico indizio la luna piena non ho riconosciuto una morale bensì un avvertimento: il male non è solo nei dettagli e negli uomini con giacca e cravatta, alle volte si cela in altri capi d'abbigliamento piuttosto insoliti e impensabili, tenetelo bene a mente se deciderete di leggerlo. Elemento forse fin troppo prevedibile ma in un libro così breve non c'è di che stupirsi. Tutto deve essere fulminante, compresa la soluzione del 'mistero'.
Un libro spaventoso che ti fa tremare (di adrenalina, non paura) sulla sedia o sotto le coperte o di fronte al caminetto, giusto il tempo di qualche giro di orologio, non di più.
E' proprio il caso di dirlo, un anno in un giorno. E con qualche capello bianco in più, forse.


VOTO: 4/5



Enrico

sabato 23 novembre 2019

SEGNALAZIONE | PRIMI DELITTI - 30 YEARS di Paolo Di Orazio


PRIMI DELITTI - 30 YEARS di Paolo Di Orazio


Pubblicato in allegato al mensile a fumetti Splatter (edizioni Acme) per la prima volta nel dicembre 1989, Primi delitti provoca nel 1990 una interrogazione parlamentare per istigazione a delinquere. Il libro pioniere dello splatterpunk italiano che ha ispirato scrittori, musicisti, fumettisti e illustratori di tutta Italia.



TITOLO: Primi delitti - 30 years



AUTORE: Paolo Di Orazio



EDITORE: Independent Legions



PREZZO: 19,90 € cartaceo



USCITA: dicembre 2019




SINOSSI: nove assassini confessano il loro omicidio iniziatico in prima persona, in presa diretta. Non assassini seriali o professionisti, ma adolescenti, bambini, ragazzi che uccidono per autodifesa, follia, vendetta, per gioco, per disperazione. Attraverso le loro parole, pensate, gridate, sussurrate, piante, si entra nella carne viva del loro metodo criminale, pensato, improvvisato, lucido e ferocemente semplice come uno qualunque dei loro giochi. Nonna Penelope muore per un pugno di caramelle. Melania, una baby-sitter ossessiva, finisce in un bagno di sangue. Michael, Andrew e Patrick sono tre gemelli in un girotondo domestico di sangue, torture, morte e carne bruciata. Sim è sordomuto, e desidera un solo regalo: poter udire la voce di suo padre. Il Capitano Acaro è un bambino che con la paura dell'acqua affronta il suo sadico istruttore di nuoto. Nonno Lee è morto, ma in casa continua a propagarsi l'odore delle sue sigarette. Marianna non sa di essere in un orfanotrofio e per difendersi da Madre Zoara ha come alleati una bambola e un giardiniere soprannominato Satana. Nik è un ragazzino dalla immaginazione pericolosamente fervida e durante la cena di Natale realizzerà la sua prima opera d'arte. Anche in Africa i bambini possono divertirsi. Con giocattoli letali.


AUTOREPaolo Di Orazio (Roma, 1966), disegnatore, free lance editoriale, scrittore e batterista. Dal 1987 ha pubblicato fumetti, romanzi e racconti per Acme, Granata Press, Radio Rai, Castelvecchi, Addictions, Urania, Beccogiallo, Edizioni NPE, Aurea, Rizzoli, Cut-Up Publishing, Coniglio Editore, Clair De Lune, Bietti, Vincent Books, Cosmo, Comet Press, Independent Legions III, Tiramolla, Cattivik; ha all'attivo numerosissime sceneggiature, tra le quali quelle delle serie Acme, quelle per la Sergio Bonelli Editore (con la quale lavora su Zagor) e per la rivista americana Heavy Metal, in collaborazione con i disegnatori Roberto Ricci e Saverio Tenuta.
Nel 1988, Francesco Coniglio fonda la casa editrice Acme con Guido Silvestri e gli affida, insieme a Roberto Dal Prà, la guida del mensile a fumetti Splatter. Nel 1990 la rivista, insieme alla sua raccolta di racconti Primi delitti (volume precursore dello splatterpunk italiano) vengono segnalate e successivamente denunciate per il reato di istigazione a delinquere: ne nascerà un processo e una interrogazione parlamentare al premier Giulio Andreotti.
Lo scandalo finisce su tutti i giornali, inclusi l'Espresso e L'Osservatore Romano, e sia la rivista che il libro diventeranno un successo nazionale. Dirige successivamente anche le riviste Mostri (serie Acme), Nosferatu, Splatter Poster e il demenziale Zio Tibia, la clinica dell'orrore. Nel 2011 crea e dirige Shinigami, mensile a fumetti horror per la Kawama editoriale. Nel 2014 diventa membro della storica Horror Writers Association.


venerdì 22 novembre 2019

SEGNALAZIONE | VERAMENTE PENSATE DI CAPIRE I POETI? di Mauro Fornaro


VERAMENTE PENSATE DI CAPIRE I POETI? di Mauro Fornaro


Una raccolta di poesie nella quale Mauro Fornaro tratta l'amore, il disincanto e le sofferenze che portano alla morte dei poeti. Con il suo solito stile intriso di cinismo, ironia e disincanto, ma anche con una profonda dolcezza.



TITOLO: Veramente pensate di capire i poeti?



AUTORE: Mauro Fornaro



EDITORE: Edizioni del Faro



PREZZO: 11,00 € cartaceo



USCITA: 13 novembre 2019




SINOSSI: una raccolta di poesie nella quale Mauro Fornaro tratta l'amore, il disincanto e le sofferenze che portano alla morte dei poeti. Con il suo solito stile intriso di cinismo, ironia e disincanto, ma anche con una profonda dolcezza.


AUTOREMauro Fornaro, poeta, scrittore di racconti, romanziere e blogger. Sempre incisivo, critico e mai schierato a priori. Perennemente in lotta con la banalità quotidiana. La sua prima pubblicazione, poetica, risale al '96, Sottovoce. Del 2010 Una complessa semplicità e del 2012 La fatica di non pensare, le altre raccolte di poesie prima di una di racconti Se volessi essere disturbato del 2014 e di un romanzo, uscito nel marzo del 2017: L'uomo che piangeva in silenzio. Di ottobre del '17 è la pubblicazione poetica, la quarta raccolta di poesie, In quanti siamo rimasti in questo caffè. Dell'aprile del 2018 è il libro di racconti Racconti americani. Nel novembre del '19 è uscita la sua ultima raccolta di poesie, Veramente pensate di capire i poeti?. Molto attivo nel suo blog, dove parla di letteratura ma non solo, maurofornaro.blogspot.it.



giovedì 21 novembre 2019

SEGNALAZIONE | ZETAFOBIA di Gualtiero Ferrari


ZETAFOBIA di Gualtiero Ferrari


Non è il sud degli Stati Uniti, non è il Messico: è la provincia di Torino.
L'apocalisse zombie questa volta è proprio sotto casa sua.



TITOLO: Zetafobia



AUTORE: Gualtiero Ferrari



EDITORE: Delos Digital



PREZZO: 3,99 € e-book



USCITA: 17 aprile 2018




SINOSSI: i furti negli appartamenti. La crisi economica. La scarsa affidabilità dei conti bancari. E ora anche una nuova epidemia: lui ribatte colpo su colpo, cercando di proteggere sé stesso e la sua famiglia come può. Ormai vive dentro un bunker, ha armi e provviste per resistere anche a lungo. Lo definirebbero un fanatico, forse anche uno psicopatico.
Ma quando viene il momento, quando la nuova epidemia si rivela qualcosa di molto più grave di quanto si pensasse, lui è l'unico davvero pronto. E anche così vede i sorci verdi. Perché sembra facile quando l'apocalisse zombie la vedi in un film, nelle grandi pianure degli Stati Uniti. Ma quando ce l'hai in casa, alla periferia di Torino, ti accorgi che sono mille le cose che possono andare storte.


AUTORE: Gualtiero Ferrari nasce a Torino nel 1970. Sposato, con un figlio quattordicenne, cresce e vive in questa splendida città, salvo trasferirsi alcuni anni all'estero, per motivi di studio e di lavoro. Parla fluentemente l'inglese, il francese e quel minimo di tedesco necessario a ordinare del cibo caldo e una birra fresca. Di formazione economico-scientifica, più che umanistica, si è avvicinato alla lettura nel corso dell'adolescenza e si è rifugiato nella scrittura, ormai adulto, durante un difficile periodo personale. Attualmente lavora presso un'azienda di meccanica di precisione, Zetafobia è il suo primo romanzo.



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ZETAFOBIA di Gualtiero Ferrari


martedì 19 novembre 2019

SEGNALAZIONE | FUORI FUOCO un progetto realizzato con Luoghi di Libri


FUORI FUOCO un progetto realizzato con Luoghi di Libri


Antologia di racconti che partono da un incipit comune. Con gli scrittori vincitori del concorso e la partecipazione straordinaria di Alice Basso, Alessandro Berselli, Luisella Ceretta, Luca Iaccarino, Paolo Negro, Enrico Pandiani, Massimo Tallone. A favore di Casa UGI Onlus e Banco Alimentare Onlus.



TITOLO: Fuori Fuoco - Iniziamo da qui. Uno spunto per 15 storie



AUTORE: vari



EDITORE: Spunto Edizioni



PREZZO: 17,00 € cartaceo



USCITA: 11 aprile 2019




SINOSSIAntologia di racconti che partono da un incipit comune. Con gli scrittori vincitori del concorso e la partecipazione straordinaria di Alice Basso, Alessandro Berselli, Luisella Ceretta, Luca Iaccarico, Paolo Negro, Enrico Pandiani, Massimo Tallone. A favore di Casa UGI Onlus e Banco Alimentare Onlus.


AUTORI & TITOLISonia Sacrato La morte insonne, Luca Iaccarino L'uomo nella valigia, Annamaria Blogna Nel nome del figlio, Paolo Negro Gli occhi che non t'aspetti, Stefano Galardini Questioni di giustizia, Alice Basso Carriera e famiglia, Valeria Pomba Nebbia e bignè, Enrico Pandiani Scacco matto, Valeria Amerano Al riparo del buio, Massimo Tallone Il dettaglio, Arianna Ciancaleoni Lei chi è?, Roberto Martinez Un cadavere nella 237, Alessandro Berselli Gone, Daniele Mangili Il fuggitivo, Luisella Ceretta Dentro quegli occhi, Anna Maria Dileo Il profumo di un giorno nuovo.




domenica 17 novembre 2019

Intervista a Liliana Marchesi | Cavie & Distopie

Benvenuta nel mio mondo, Liliana!
Sono felicissimo di avere l'opportunità di presentarti alla mia piccola nicchia di lettori che per la prima volta (forse) hanno la possibilità di conoscerti meglio e approfondire l'affascinante mondo della distopia letteraria, per come la vedi tu. Un genere che per troppo tempo è rimasto nascosto e che ora sembra prendere piede nel panorama editoriale italiano.



Liliana, innanzitutto ti ringrazio per il tempo che hai voluto dedicarmi. Vorrei partire conoscendo cinque aggettivi che caratterizzano la tua personalità e ti identificano come donna e come scrittrice.


Ciao Enrico e grazie a te per avermi contattato. Dunque, cinque aggettivi. Direi sicuramente DETERMINATA, IRONICA, INSTANCABILE, CURIOSA (nel senso che ho fame di conoscenza, e che desidero imparare più che posso) e... qualcuno direbbe DIABOLICA.


Liliana non nasce prettamente scrittrice ma blogger. Sei fondatrice e gestore di ‘Leggere Distopico’, ti va di parlarcene?


Certo, be’ diciamo che in realtà sono nata prima come scrittrice e solo in un secondo momento sono diventata una blogger. Anzi, quasi senza rendermene conto aggiungerei. Leggere Distopico è nato in sordina. Inizialmente era solo un gruppo silenzioso su Facebook dove andavo ad archiviare cover e trame di titoli distopici. Parliamo del 2014 circa, periodo in cui la parola Distopia non era per niente diffusa e si faticava parecchio a trovare titoli di questo genere perché classificati tutti nel grande calderone della fantascienza. Poi, un giorno, così come se nulla fosse mi sono decisa a far esplodere di vita questo gruppo e dopo aver arruolato qualche altro appassionato del genere come me, è iniziata l’avventura che dura ormai da 3 anni buoni. Anni in cui il gruppo è diventato un sito pieno di articoli, recensioni e segnalazioni interessanti. E l’anno prossimo, visto il grande interesse da parte della nostra community, avrà luogo la prima edizione del Dystopian Day! Il 21 Marzo a Milano. Segnatelo in agenda mi raccomando :D


Il tuo habitat è dunque il fantasy, in particolare quello distopico. Ne sei sempre stata affascinata? Come lo hai scoperto?


Io sono nata come autrice di Paranormal Romance. Credo di far parte di quell’ondata di scrittori che si è risvegliata in seguito al fenomeno di Twilight. Io però non ho mai scritto di vampiri, anche se li amo molto. Al genere Distopico ci sono arrivata qualche anno dopo, quando scrissi Lacrime di Cera, una storia d’amore ambientata in un futuro Distopico molto particolare. Fu proprio con Lacrime di Cera che scoprii il genere Distopico. E per me fu subito amore a prima vista.


Oltre alle famosissime e popolari saghe di ‘Hunger Games’ e ‘Divergent’, quali altri romanzi distopici hanno fatto da fondamento per la tua formazione?


Fra i miei romanzi preferiti ci sono sicuramente la serie Shatter Me di Tahereh Mafi, Maze Runner di James Dashner, Wool di Hugh Howey. Poi ancora The program di Suzanne Young e Legend di Marie Lu.


Conoscerai sicuramente la Atwood e i suoi romanzi distopici ‘Il racconto dell’ancella’ e ‘I testamenti’. Li hai letti? Che ne pensi?


Come non conoscerla? Ho letto Il racconto dell’ancella, I testamenti è sul comodino che mi aspetta, anche se ho come il presentimento che la percentuale di "mossa commerciale" sarà superiore al "seguito assolutamente fantastico e indimenticabile". Del primo comunque posso dire che l’ho apprezzato molto e che non ho trovato il mondo della Atwood così lontano dal nostro. Anzi. Non mi stancherò mai di dirlo. La Distopia NON è solo fantascienza!


‘Cavie’ è il romanzo che ti ha fatto conoscere ai più, compreso me, ma immagino non sia il tuo esordio. La gavetta la fanno tutti. Raccontaci la tua.


Non abbiamo tutto questo tempo! Scherzi a parte. Non so se la gavetta la facciano tutti o meno, ma posso dire che serve. Dal mio primo romanzo a CAVIE sono trascorsi circa 10 anni. E in questi anni ho imparato molte cose. Quando scrissi il mio primo romanzo non avevo nemmeno un pc e lo sapevo a malapena usare. Oggi gestisco in autonomia il mio sito e quello di Leggere Distopico, mi muovo sui principali social come un gatto e monto video assurdi da presentare ai pazzi organizzatori di Festival che coraggiosamente mi invitano come ospite. Insomma, nella vita imparare è una delle cose più belle. Quindi sono fiera della mia gavetta, che non è ancora finita ;)


Cora e Kurtis sono i protagonisti del tuo libro. Sono l’alter ego di qualcuno di reale? A chi o che cosa ti sei ispirata per crearli?


Nessuno dei miei personaggi è ispirato a persone vere. Tuttavia è anche vero che uno scrittore deve essere un bravo osservatore per captare nel mondo che lo circonda tutto ciò che gli servirà per rendere reali i suoi personaggi. Quindi può essere che inconsciamente abbia attribuito a Cora o Kurtis qualcosa delle persone che mi stanno intorno. Sicuramente hanno entrambi sfumature che mi appartengono. Loro, ma anche i cattivi ;)


Più semplice scrivere di Cora o di Kurtis?


Non saprei. Se devo essere sincera non ho mai trovato grandi difficoltà in quello che faccio. Mi viene abbastanza naturale. Trovo sicuramente più faticosa la parte promozionale, anche se ci sono giorni in cui mi diverto molto.


Diciamo che hai raggiunto la fama. Come ci si sente?


Fama? Quale fama? Sei sicuro di aver scritto alla Liliana giusta? Nessuna fama. Sono una scrittrice che cerca di far arrivare le sue storie al cuore dei Lettori. Tutto qui. Ho ancora molta, molta, molta strada da fare.


Ho quasi finito, ultima domanda. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche chiacchiera alla fine della mia lettura e ho tentato di capire se ‘Cavie’ avrà uno o più seguiti ma naturalmente sei in silenzio stampa. Allora ti camuffo la domanda: quali sono i futuri progetti di Liliana?


Ti ringrazio, anche per me è stato un piacere chiacchierare con te. Scusa ma devo scappare, ho lasciato la moka sul fornello acceso! Un bacione distopico a tutti!!!




Enrico

Photo
Leggere Distopico, La Corte Editore

domenica 10 novembre 2019

SEGNALAZIONE | E ALLA FINE C'E' LA VITA di Davide Rossi


E ALLA FINE C'E' LA VITA di Davide Rossi


Marco si sveglia dopo l’ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell’università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore.
Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale e illegale, alla ricerca disperata di un’altra boccata di ossigeno.



TITOLO: E alla fine c'è la vita



AUTORE: Davide Rossi



EDITORE: Apollo Edizioni



PREZZO: 9,00 € cartaceo



USCITA: 10 maggio 2018




SINOSSI: Marika è ben vestita, elegante, pronta per andare alla festa. Si profuma mentre si guarda allo specchio in bagno. Controlla che il vestito sia a posto un'ultima volta ed esce dalla stanza. Va al computer e scrive su Facebook: "Stasera grande serata". Va sulla pagina del suo ex ragazzo e trova delle foto di lui con Agnese. Scuote la testa, incredula, e chiude furiosamente il computer. Il cellulare sul comodino vibra. Lo prende e risponde.


AUTORE: Davide Rossi è nato il 18 gennaio 1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant'Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un'evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, risulta nel film Benvenuti a casa Verdi del 2013 (Muccapazza film). Parallelamente all'esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l'ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. E alla fine c'è la vita nasce in seguito, e dall'unione, di tutti questi percorsi.



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E ALLA FINE C'E' LA VITA di Davide Rossi


venerdì 1 novembre 2019

SEGNALAZIONE | ME AND THE DEVIL di Maria Elena Cristiano


ME AND THE DEVIL di Maria Elena Cristiano


Se non fosse l'uomo a proporre al Diavolo la sua anima in cambio di fama, successo e denaro, ma fosse Satana a invaghirsi dell'anima di un mortale, cosa accadrebbe?



TITOLO: Me and the Devil



AUTORE: Maria Elena Cristiano



EDITORE: Delos Store



PREZZO: 2,99 € e-book



USCITA: giugno 2017




SINOSSIMe and the Devil trae spunto dalla leggenda che aleggia attorno alla figura di uno dei padri del blues, Robert Johnson, divenuto improvvisamente celebre nella prima metà degli anni Trenta. Il grande chitarrista amava raccontare ai suoi colleghi musicisti di aver ottenuto il dono di suonare così mirabilmente la sua fedele sei corde, grazie a un patto stretto con il Maligno. Il romanzo si ispira a questa macabra storia, per porre un interrogativo diverso: se non fosse l’uomo a proporre al Diavolo la sua anima in cambio di fama, successo e denaro, ma fosse Satana a invaghirsi dell’anima di un mortale, cosa accadrebbe? La trama si svolge fra il Mississippi della fine degli anni '30 e le assolate spiagge della California della metà degli anni ‘80. I protagonisti sono quattro musicisti rock di Van Nuys, sobborgo industriale di Los Angeles, alle prese con la difficile e tortuosa ricerca del successo, con il fantasma di Robert Johnson e con Satana in carne e corna. Il carismatico leader della band, un italo americano dalle belle speranze infrante, coinvolgerà, suo malgrado, i suoi compagni di avventure, sbornie e divertimento, in una giostra infernale dove lecito e illecito, bene e male, sesso e amore, si confonderanno in un turbinio di soldi, successo, fama e vizio. La vita dei quattro cavalieri del rock, divenuti improvvisamente idoli dello show business, sarà distrutta e ricostruita dall'oscuro signore che manovra le menti, i pensieri e i cuori dei membri della band.


AUTORE: Maria Elena Cristiano nasce a Roma, dove ancora risiede. Laureata in Medicina, è direttrice di un'agenzia di servizi letterari, il Babylon Café. Ha all'attivo due romanzi: L'isola delle bambole (Europa Edizioni, febbraio 2016) e Immortali (Kimerik, gennaio 2012).



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giovedì 31 ottobre 2019

RECENSIONE | CAVIE di Liliana Marchesi


TITOLO: Cavie

AUTORE: Liliana Marchesi

EDITORE: La Corte Editore



SINOSSICora si risveglia all'interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché. Ma non è sola. Con lei ad affrontare lo stesso incubo c'è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l'uno dell'altra per superarle. E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati. E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato Progetto Pentagono.


RECENSIONE


Non leggevo un distopico da quando Hunger Games fece la sua comparsa sugli scaffali delle librerie italiane, nell'ormai remoto 2009. Dieci anni senza fantasy sono veramente tanti per uno che fino ai 16 anni non si 'cibava' d'altro. Poi ho perso di botto l'interesse verso questo genere letterario, forse perchè il mercato ha cominciato ad offrire materiale troppo scadente e ridondante.
Una piccola luce in fondo al tunnel mi ha fatto riacquistare la speranza e la voglia di rituffare il naso tra le pagine di un romanzo fantastico: Cavie di Liliana Marchesi. Una copertina brillante e fantastica, che non può passare inosservata, gioca sicuramente un ruolo fondamentale per impennare il livello di interesse.
Un romanzo con due protagonisti fuggiaschi da un destino sconosciuto ma già segnato. Non sanno dove si trovano e non hanno altra scelta che affrontare l'ignoto al di là di un portale: la loro via d'uscita?

Il 'modus operandi' non può non essere in linea con il filone distopico attuale, dunque aspettatevi ambientazioni futuriste e alla volte paradossali, nemici mutaforma e geneticamente modificati in laboratorio, una marea di tecnologia e fantascienza. In Cavie però non si leggerà di battaglie con cannoni ultra-fotonici e fucili a reazione nucleare, anzi Cora e Kurtis utilizzeranno pochissime armi. E' qui che Liliana Marchesi fa centro. La sua è una narrazione che affonda le radici nel fantasy vecchio stile per poi svilupparsi secondo i moderni criteri mantenendo però una forte umanità dei suoi personaggi. Il senso dell'attaccamento alla vita, dono prezioso che rischia di essere loro precluso per soddisfare le manie insensate di un gruppo di scienziati pazzi e senza scrupoli. La loro forza di volontà nell'opporsi, unendo le forze e facendo squadra, innamorandosi.
Naturalmente non mancano i colpi di scena e per uno in particolare rimani basito: quando scopri chi è la mente del Progetto Pentagono che costringe le cavie ad un folle susseguirsi di prove ai limiti del possibile all'interno di un segretissimo bunker. Non si capisce dove siamo, potremmo addirittura essere in un'altra galassia.
Da che mondo è mondo, distopico va a braccetto con dispotico. Esiste sempre un leader autoritario dietro alla gigantesca macchinazione che il romanzo porta in scena e la morale non può che essere una sola: lottare, con tutte le forze, contro chi tenta di negare la libertà altrui con ogni strumento vigliacco possibile. Per quanto possa sembrare difficile e alle volte impossibile, per quanto il prezzo da pagare sia alto, l'imperativo è provarci. Una metafora della quotidianità, di quelle battaglie che la vita ci costringe ad affrontare.

Una lettura molto veloce che mi ha tenuto compagnia per due sera di un lungo week-end piovoso, la giusta atmosfera per addentrarsi tra i corridoi bui di un bunker maledetto. Liliana Marchesi ha una scrittura travolgente ed appassionata, impossibile non simpatizzare per Cora schierandosi dalla sua parte. E' nell'ultima parte del libro che ho provato le sensazioni più forti, un roccambolesco finale tra incredibili scoperte e dolorose perdite (?). Una qualità spiccata di Liliana è quella di creare e spargere cliffhanger in ogni dove; te ne piazza uno proprio all'ultima pagina e ancora adesso sono qui con i crampi allo stomaco. Avrei voluto sapere di più sulla storia dei due eroi, le loro origini e il loro passato (stravedo per i mattonazzi zeppi di pagine definite 'inutili') ma tutto lascia pensare ad un  loro ritorno sugli scaffali delle librerie.
Claustrofobico ed energico, Cavie è tutt'altro che un luogo comune nel marasma letterario italiano. La scrittura spigliata e frizzante rendono il romanzo adatto a tutte le fasce di età.
Diventate anche voi cavie del Progetto Pentagono.


VOTO: 4/5



Enrico

lunedì 28 ottobre 2019

SEGNALAZIONE | E DA UNA LACRIMA... LA FELICITA' di Marco Posata


E DA UNA LACRIMA... LA FELICITA' di Marco Posata


L'opera prima di Marco Posata è ricca di interessanti spunti che potrebbero far pensare a un romanzo di avventure ricco di situazioni insolite, a volte create per portare avanti il plot narrativo: in realtà il viaggio, tema dominante, è una ricerca interiore per trovare se stessi. Uno dei pregi dello scrittore è quello di approfondire la psicologia dei personaggi, in particolare quello di Lora, in una spietata analisi che a me, che ne ho studiato a fondo l'opera, suggerisce un accostamento, sicuramente audace, con Sigmund Freud.
Altro tema che emerge nel libro di Posata è il suo grande amore per la natura, di cui, con felice espressione, gode respirandolo "l'odore acre e crudo".



TITOLO: E da una lacrima... la felicità



AUTORE: Marco Posata



EDITORE: Santelli Editore



PREZZO: 12,90 € caratceo



USCITA: 24 luglio 2019





SINOSSI: la trama prende avvio da una prigione della contea di Bradfort, negli Stati Uniti, dove si trova la detenuta Lora, nata in un villaggio della Tunisia. La protagonista, per mezzo di un'accurata analessi, rievoca l'infanzia, l'uomo amato, il figlio, abbandonato in un orfanotrofio, la sorella Najira. L'obiettivo di Lora è diventato quello di ritrovare il proprio bambino che non vede da molti anni. Sono continui i colpi di scena, le fughe, le traversie, le umiliazioni, i viaggi anche disperati. Vengono presentate figure losche: spacciatori e criminali. Cercano di fuggire da un mondo gretto, meschino e violento alcune donne fra cui la protagonista, sfruttate e considerate solo merce di scambio. Si crea un sodalizio tra le vittime che ci ricordano i personaggi di Porta, come la Ninetta del Verzee, o di Zola nel ciclo dei Rougon- Macquart.
Sono numerose le aree geografiche descritte da Posata nel loro fascino e nella loro desolazione. La bellezza del mare e delle spiagge è incrinata dal dramma dei naufraghi, dall'odio razziale e dalla superficialità dei "luoghi comuni".
Il quadro presentato riesce, nonostante il dolore e la sofferenza, a trasmettere valori positivi e la speranza in una società nuova, fondata sulla solidarietà e sugli affetti autentici.


AUTORE: Marco Posata, nato a Guardiagrele nel 1991. Amante di Dante. E' durante le superiori che mette nero su bianco un poema di tre odi da 17 terzine l'uno in endecasillabi danteschi in rima concatenata. Durante gli anni successivi si convince però di scrivere un romanzo. Una storia che sappia lasciare qualcosa al lettore, una storia che possa nascondere pensieri e riflessioni. Una mattina si sveglia e la storia è impressa perfettamente nella sua mente. Tutto è lì nitido e scolpito, personaggi, parole, luoghi. Ogni minimo particolare è al suo posto. E' il dicembre del 2014. Passano gli anni e nel 2019 E da una lacrima... la felicità prende vita.