RECENSIONE | PET SEMATARY di Stephen King


TITOLO: Pet Sematary

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer



SINOSSIil dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti.


RECENSIONE


Pet Sematary è uno dei pochi libri di Stephen King che ho letto più di due volte. Mentre scrivo queste righe ho da poco finito (udite, udite!!) la quarta rilettura e mi chiedo per quale motivo non ne ho mai fatto una recensione. E' giunto dunque il momento.
Sembra impossibile ma la forza contenuta nella sola ultima riga di questo meraviglioso romanzo è quella di un diretto in pieno stomaco. E' inevitabile, un brivido ghiacciato scorre lungo la schiena e la paura ti paralizza se provi ad immedesimarti in quella situazione che è tanto inquietante quanto romantica. E' questo uno degli aspetti che rendono il RE il mio scrittore preferito.
Qui c'è la storia di un padre, una madre, due figli e soprattutto il gatto 'Church'; un vicino di casa ermetico ed enigmatico, molti camion e un oscuro cimitero degli animali.

E' un romanzo scritto in terza persona ma il vero protagonista è Louis Creed con la sua camaleontica trasformazione e quel cimitero n'è il deterrente. Si insinua nella sua testa un'idea terribile, giustificata da una grossa perdita affettiva che ne offusca la ragione e lo spinge ad una pazzia dilagante. 'Louis Creed is the new Jack Torrance' ma evoluto in qualcosa di dissacrante. Un uomo in perenne conflitto con se stesso, che non riesce a rassegnarsi, ad accettare la morte del figlioletto. Stephen King lo descrive come un uomo distrutto calcando la mano, senza remore, sulla sua sensibilità di padre.
A primo impatto può sembrare una storia nera, e lo è, ma la sua capacità di accostare il reale al surreale è talmente buona che non ci si rende davvero conto di ciò che si sta leggendo se non nelle ultime pagine dove affiorano i veri 'mostri'. Questo sì che può essere considerato un romanzo horror, dalle tinte noir e su cui aleggia un forte senso di perdizione.
Emerge la religiosità di Stephen King, la sua cristianità, non a caso ognuna delle tre parti è introdotta con passi parafrasati del Vangelo; è spiccato il timore che ha nei confronti della morte. Il suo è un tentativo di dissimularla. La morale è doppia: con la morte non si può e non si deve 'giocare', se lo fai rischi che lei scherzi con te, condannandoti; se succede, per quanto possa essere difficile e sembrare impossibile, tu devi reagire aggrappandoti a qualsiasi cosa possa tenere acceso un barlume di speranza.
Perchè ho scelto di leggere, meglio, di rileggere Pet Sematary? Quanto detto fino ad ora credo sia già esaustivo, se poi aggiungiamo che adoro gli animali e che di King leggerei anche se scrivesse su carta da c***o, il cerchio è chiuso.

Mi è capitato spesso di bloccarmi leggendo certi passaggi e alcuni mi hanno costretto a chiudere il libro: troppo dolorosi anche per me nonostante non sia ancora un padre di famiglia. Penso allo straziante monologo di Louis nei primi giorni dopo la perdita e a quello raccontato durante la veglia funebre.
"Sì, rapida, come no! È stata rapida, non c'è dubbio, ecco perché il feretro è chiuso, niente si sarebbe potuto fare per Gage, anche se Rachel e io nonapproviamo che si impupazzino i morti come fossero altrettanti manichini. È stata rapida, Missy mia cara, un momento lui era là sulla strada e il momento dopo ci stava disteso sopra, ma molto più in là, dove c'è la casa dei Ringer. Il camion l'ha investito, l'ha ucciso e l'ha trascinato con sé per più di un centinaio di metri, la lunghezza di un campo di calcio".
"Si sentì ripetere almeno venticinque volte che le vie del Signore sono misteriose. Ultima in ordine di frequenza, soltanto dodici volte, c'era: adesso è con gli angeli.La cosa cominciava a dargli sui nervi. Invece di perdere il significato marginale che potevano avere, quei piccoli aforismi sembravano penetrare ogni volta più a fondo".
Leggendo più volte e a distanza di anni uno stesso libro si colgono certe sfumature che a 15 anni non si notano perché la vita ha giustamente una prospettiva diversa. Ecco che Pet Sematary si trasforma in un romanzo profondo e riflessivo sul senso della vita ma anche sul tema del fine vita, sulla fragilità umana e la sua capacità di elaborare un lutto.
Si può davvero accettare la morte? Se ci fosse una sola, piccola, possibilità che tutto ritorni alla normalità non ci aggrapperemmo ad essa con tutte le forze?
In un crescendo di angoscia e terrore, Stephen King ci da la sua risposta.


VOTO: 4/5



Enrico

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