INCONTRI D'AUTORE #6 | Antonio Scurati a Portici di Carta 2019

L'anteprima della 13esmia edizione di Portici di Carta è stata affidata, quest'anno, alla casa editrice Bompiani che festeggiai 90 anni di fondazione e lavoro. Per l'occasione, venerdì 4 ottobre, ha portato di fronte al pubblico torinese il vincitore dell'ultimo Premio Strega: Antonio Scurati.
La location non poteva che essere il Circolo dei Lettori di Torino e la sua incantevole sala dedicata agli eventi di presentazione, chi ci è già stato sa di cosa parlo. Tra sfarzosi lampadari e bassorilievi Cesare Martinetti, editorialista de La Stampa, ha introdotto l'autore e il suo libro: M. Il figlio del secolo.

Più che una presentazione, l'ora e mezza di chiacchierata, è stata una lectio magistralis di storia, cultura, scrittura e memoria. Scurati ha subito avvisato l'attento spettatore che questa sarebbe stata un po' la linea guida della serata e lo ha fatto presentandosi, sì, come storico ma anche come romanziere. Per tredici anni ha collaborato con La Stampa, sotto l'attenta guida di Martinetti, sua guida e mentore: "scrivere per i giornali ha accresciuto sicuramente il mio bagaglio storico e culturale ma ha soprattutto migliorato la mia capacità di romanziere". E' così, con un timbro evocativo e profondo, che introduce M. Il figlio del secolo, il suo libro su Benito Mussolini.
Conciliare storia e romanzo non è mai semplice, ammette che l'errore più comune è quello di scrivere un saggio didattico ma se si riesce a narrare il fascismo creando delle situazioni in cui il lettore si sente calato appieno allora il rischio è aggirato. Il suo libro ha dunque una tiratura maggioritaria, cioè adatto a chiunque, anche "da chi ha solamente la seconda elementare", e non è vero che le grandi opere sono solo per i più colti. Moby dick è uno dei romanzi più celebri dell'ultimo secolo e mezzo, eppure solamente anni dopo la prima pubblicazione la gente comune gli ha riconosciuto il meritato successo. Melville rimase talmente deluso che per il resto della vita non scrisse più nulla; pensate ora quanti suoi capolavori avremmo potuto leggere.
Ecco allora la chiave: il fascismo raccontato dai fascisti, questo non significa esserlo ma semplicemente, dice Scurati, vuol dire che "ogni vita, qualsiasi essa sia, merita di essere raccontata". Il grande rimosso del popolo italiano è quello di non aver ancora fatto i conti con l'aver inventato il fascismo, ancor prima di esserlo stato (non tutti, naturalmente).


La domanda allora è sorta spontanea: sarebbe stato possibile anni fa scrivere questo libro? Antonio dice no: "... altrimenti qualcuno lo avrebbe fatto, prima di me". Nei primissimi anni post-conflitto mondiale esisteva una cosa chiamata 'pregiudiziale antifascista' a cui dovevi aderire se desideravi scrivere libri o articoli sui giornali del tempo. Era l'atteggiamento di completo rifiuto, del 'voltare le spalle' alla storia così come è accaduta. Un muro eretto per più di 70 anni che solo oggi comincia a sgretolarsi sotto i colpi di chi tenta di abbatterlo. M. Il figlio del secolo è il tentativo di farsi eredi dell'antifascismo, con una narrazione senza veli e senza sconti a nessuno.
L'autore cinquantenne è convinto, e probabilmente a ragion di logica, che solamente la sua generazione è in grado di assolvere a tale compito in quanto sono gli ultimi ad essere stati raggiunti dagli strascichi di quel periodo maledetto e i primi a non patirne. Solo uno come lui, che arriva dagli anni '60/'70, è in grado di mettere nero su bianco il fascismo analizzando Mussolini, scrivendone un libro che mai potrà mitigare la sua figura. Per quanto pioniere, Benito è stato un leader sciagurato e malefico, inteso come generatore e conduttore di sciagura.
Esisteranno dunque due tipi di lettori: quelli che di fascismo ne sanno poco, la loro reazione sarà di grande indignazione che diventerà condanna; e il lettore fascista al quale piacerà, e molto. Benito Mussolini diceva: "La massa ama gli uomini forti. la massa è donna. Le piace essere dominata".
Troppo spesso ci siamo seduti al salottino storico senza agire, è il momento di battersi per un ideale.

La serata si è poi conclusa con toni più leggeri, che davano spazio anche a qualche battuta umoristica e che hanno toccato l'argomento di una possibile trasposizione su piccolo schermo.
Le serie TV sono ormai il must del nuovo millennio, qualsiasi cosa deve essere fatta anche su pellicola, con risultati non sempre esaltanti. Il progetto c'è ed è già partito, M. Il figlio del secolo sarà un telefilm nel quale l'impronta di Antonio Scurati sarà preponderante, anche se l'idea non gli piace. Il suo timore è quello di trasformarlo in un dramma shakespeariano in cui il 'cattivo' assurge ad eroe. Quello che poi è successo a Gomorra libro e Gomorra serie TV. Creare dunque uno 'scivolamento' che ne deforma i confini tanto da renderne la forma sfocata, non più individuabile. Un'attenta supervisione è dunque necessaria. Nel frattempo leggetelo. Presto arriverà il secondo volume, promette Scurati.


Enrico

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