Intervista a Liliana Marchesi | Cavie & Distopie

Benvenuta nel mio mondo, Liliana!
Sono felicissimo di avere l'opportunità di presentarti alla mia piccola nicchia di lettori che per la prima volta (forse) hanno la possibilità di conoscerti meglio e approfondire l'affascinante mondo della distopia letteraria, per come la vedi tu. Un genere che per troppo tempo è rimasto nascosto e che ora sembra prendere piede nel panorama editoriale italiano.



Liliana, innanzitutto ti ringrazio per il tempo che hai voluto dedicarmi. Vorrei partire conoscendo cinque aggettivi che caratterizzano la tua personalità e ti identificano come donna e come scrittrice.


Ciao Enrico e grazie a te per avermi contattato. Dunque, cinque aggettivi. Direi sicuramente DETERMINATA, IRONICA, INSTANCABILE, CURIOSA (nel senso che ho fame di conoscenza, e che desidero imparare più che posso) e... qualcuno direbbe DIABOLICA.


Liliana non nasce prettamente scrittrice ma blogger. Sei fondatrice e gestore di ‘Leggere Distopico’, ti va di parlarcene?


Certo, be’ diciamo che in realtà sono nata prima come scrittrice e solo in un secondo momento sono diventata una blogger. Anzi, quasi senza rendermene conto aggiungerei. Leggere Distopico è nato in sordina. Inizialmente era solo un gruppo silenzioso su Facebook dove andavo ad archiviare cover e trame di titoli distopici. Parliamo del 2014 circa, periodo in cui la parola Distopia non era per niente diffusa e si faticava parecchio a trovare titoli di questo genere perché classificati tutti nel grande calderone della fantascienza. Poi, un giorno, così come se nulla fosse mi sono decisa a far esplodere di vita questo gruppo e dopo aver arruolato qualche altro appassionato del genere come me, è iniziata l’avventura che dura ormai da 3 anni buoni. Anni in cui il gruppo è diventato un sito pieno di articoli, recensioni e segnalazioni interessanti. E l’anno prossimo, visto il grande interesse da parte della nostra community, avrà luogo la prima edizione del Dystopian Day! Il 21 Marzo a Milano. Segnatelo in agenda mi raccomando :D


Il tuo habitat è dunque il fantasy, in particolare quello distopico. Ne sei sempre stata affascinata? Come lo hai scoperto?


Io sono nata come autrice di Paranormal Romance. Credo di far parte di quell’ondata di scrittori che si è risvegliata in seguito al fenomeno di Twilight. Io però non ho mai scritto di vampiri, anche se li amo molto. Al genere Distopico ci sono arrivata qualche anno dopo, quando scrissi Lacrime di Cera, una storia d’amore ambientata in un futuro Distopico molto particolare. Fu proprio con Lacrime di Cera che scoprii il genere Distopico. E per me fu subito amore a prima vista.


Oltre alle famosissime e popolari saghe di ‘Hunger Games’ e ‘Divergent’, quali altri romanzi distopici hanno fatto da fondamento per la tua formazione?


Fra i miei romanzi preferiti ci sono sicuramente la serie Shatter Me di Tahereh Mafi, Maze Runner di James Dashner, Wool di Hugh Howey. Poi ancora The program di Suzanne Young e Legend di Marie Lu.


Conoscerai sicuramente la Atwood e i suoi romanzi distopici ‘Il racconto dell’ancella’ e ‘I testamenti’. Li hai letti? Che ne pensi?


Come non conoscerla? Ho letto Il racconto dell’ancella, I testamenti è sul comodino che mi aspetta, anche se ho come il presentimento che la percentuale di "mossa commerciale" sarà superiore al "seguito assolutamente fantastico e indimenticabile". Del primo comunque posso dire che l’ho apprezzato molto e che non ho trovato il mondo della Atwood così lontano dal nostro. Anzi. Non mi stancherò mai di dirlo. La Distopia NON è solo fantascienza!


‘Cavie’ è il romanzo che ti ha fatto conoscere ai più, compreso me, ma immagino non sia il tuo esordio. La gavetta la fanno tutti. Raccontaci la tua.


Non abbiamo tutto questo tempo! Scherzi a parte. Non so se la gavetta la facciano tutti o meno, ma posso dire che serve. Dal mio primo romanzo a CAVIE sono trascorsi circa 10 anni. E in questi anni ho imparato molte cose. Quando scrissi il mio primo romanzo non avevo nemmeno un pc e lo sapevo a malapena usare. Oggi gestisco in autonomia il mio sito e quello di Leggere Distopico, mi muovo sui principali social come un gatto e monto video assurdi da presentare ai pazzi organizzatori di Festival che coraggiosamente mi invitano come ospite. Insomma, nella vita imparare è una delle cose più belle. Quindi sono fiera della mia gavetta, che non è ancora finita ;)


Cora e Kurtis sono i protagonisti del tuo libro. Sono l’alter ego di qualcuno di reale? A chi o che cosa ti sei ispirata per crearli?


Nessuno dei miei personaggi è ispirato a persone vere. Tuttavia è anche vero che uno scrittore deve essere un bravo osservatore per captare nel mondo che lo circonda tutto ciò che gli servirà per rendere reali i suoi personaggi. Quindi può essere che inconsciamente abbia attribuito a Cora o Kurtis qualcosa delle persone che mi stanno intorno. Sicuramente hanno entrambi sfumature che mi appartengono. Loro, ma anche i cattivi ;)


Più semplice scrivere di Cora o di Kurtis?


Non saprei. Se devo essere sincera non ho mai trovato grandi difficoltà in quello che faccio. Mi viene abbastanza naturale. Trovo sicuramente più faticosa la parte promozionale, anche se ci sono giorni in cui mi diverto molto.


Diciamo che hai raggiunto la fama. Come ci si sente?


Fama? Quale fama? Sei sicuro di aver scritto alla Liliana giusta? Nessuna fama. Sono una scrittrice che cerca di far arrivare le sue storie al cuore dei Lettori. Tutto qui. Ho ancora molta, molta, molta strada da fare.


Ho quasi finito, ultima domanda. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche chiacchiera alla fine della mia lettura e ho tentato di capire se ‘Cavie’ avrà uno o più seguiti ma naturalmente sei in silenzio stampa. Allora ti camuffo la domanda: quali sono i futuri progetti di Liliana?


Ti ringrazio, anche per me è stato un piacere chiacchierare con te. Scusa ma devo scappare, ho lasciato la moka sul fornello acceso! Un bacione distopico a tutti!!!




Enrico

Photo
Leggere Distopico, La Corte Editore

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